di Domenico IEVA

Strane maglie

Sono numerose le stranezze e le curiosità legate alle maglie dei ciclisti, alcune si sono manifestate proprio in questi ultimi anni. Non intendo dal punto di vista dei materiali, che sappiamo sono in continua evoluzione riguardo soprattutto ad aspetti relativi alla traspirabilità, l’aerodinamica, la risposta termica ecc. ma dal punto di vista dell'estetica.

Non c’è sport, come il ciclismo, nel quale la maglia - oltre che identificare il team di appartenenza – assuma una valenza diversa. Ha l’obiettivo di comunicare al pubblico anche lo ‘status’ dell’atleta nell’ambito di una corsa a tappe o di riassumere i suoi successi passati come fanno le stelline e le decorazioni sul petto di un militare.

E’ noto a tutti come nello corse a tappe ogni leader di classifica debba indossare una maglia particolare che lo renda riconoscibile. Anche coloro che si aggiudicano il campionato del mondo sono autorizzati ad indossare la fatidica ‘maglia iridata’ che, grazie a Dio, mantiene il suo design immutato negli anni (anche se con Argentin nel 1985…).

Anche i campioni nazionali hanno diritto ad indossare una maglia con i colori della bandiera nazionale, ebbene, proprio in questi ultimi anni, abbiamo assistito al fenomeno che ha visto ridursi la presenza dei colori della bandiera sulla maglia. Se prima c’erano le maglie che per tutta la loro interezza riproducevano i colori nazionali adesso la tendenza è quella di ‘fasciare’ solo parzialmente il busto con aree colorate che non ‘soffochino’ i colori sociali. Questioni di sponsor, a scapito della tradizione.

campioni nazionali

Una splendida eccezione è stato comunque il campione francese Bohuanni della FDJ nel 2013 che, invece, non ha voluto sporcare con nessuna scritta il simbolo di campione nazionale ed il suo tricolore si estende sin sui pantaloncini.

bohuanni

Sempre a proposito del campione nazionale bella consuetudine è quella di listare le maniche della maglia, negli anni successivi alla vittoria di un campionato nazionale, con bordini che richiamano i colori della bandiera nazionale.

bordini maglia

Naturalmente anche il campione del mondo ha diritto di sfoggiare i bordini iridati e, molto spesso, li vediamo anche sul colletto, come nel caso di Cadel Evans nella foto.

evansbonen bordi iridati

Ritornando alle considerazioni sugli sponsor, nella stagione 2013 abbiamo assistito a qualcosa di paradossale: per circa 6 mesi di attività un gruppo sportivo non aveva sponsor. L’ex Rabobank ha deciso di correre con una scritta anonima (Blanco) sulle maglie sino a che, a luglio, in occasione del Tour, non ne ha trovato uno nuovo (Belkin).

blanco hersey

Quasi nello stesso periodo, al Giro d’Italia femminile, il Team Lululemon correva con le nuove maglie anonime - dal design ‘floreale’ - senza alcuna scritta o logo a carattere pubblicitario.

Negli anni di internet e dei social sulle maglie della Quick Step 2014 fanno la comparsa gli indirizzi Twitter dei corridori ( nella foto la maglia di Boonen) e gli indirizzi dei siti dei team ad esempio FDJ.

A questo proposito, come non ricordare il primo Team professionistico che aveva come sponsor il nome di una attività bancaria on-line: ibanesto.com , eravamo nel 2001.
Ogni tanto qualche team personalizza le maglie con il nome del corridore, nella foto l’HTC del 2006 oltre al nome inseriva la bandiera della nazionalita dell’atleta.

Un esempio simile, comunque, lo avevamo visto già negli anni ‘90 con la Mercatone Uno di Pantani.
Originale è stata l’iniziativa della SKY che, nel 2013, sulla manica destra della maglia, ha aggiunto la bandiera relativa alla nazionalità dell’atleta ed il suo nome lungo i fianchi, in posizione verticale. Nella foto vediamo Kness Wiggins e Uran.

A proposito di fregi sulla manica come non ricordare il tricolore sfoggiato solo durante il Giro del 2009 dagli atleti della Rabobank ?

Tra gli altri ‘fregi’ che vi capiterà di osservare c'è il logo del World Tour UCI (prima ProTour) che caratterizza tutte le squadre ad esso iscritte.

La squadra vincitrice della prova a cronometro ai campionati mondiali invece puo fregiarsi del logo iridato UCI con la dicitura “Team Time Trial”.

Sulla maglia di qualche squadra italiana troverete invece lo scudetto tricolore destinato al miglior Team dell’anno, campione d’Italia, in una particolare classifica a punti. Nella foto vediamo la maglia della Carrera a fine anni '80 e l'Androni Giocattoli del 2014.

scudetto

La novità introdotta, finalmente, dall’organizzazione del Giro d’Italia, nell’edizione del 2011 è quella delle maglie da premiazione con cerniera posteriore. Queste maglie sono evidentemente molto pratiche durante la cerimonia di premiazione. Ci si chiede come mai abbiano fatto la comparsa solo in quell’anno ? Visto che, nel Tour de France vengono adottate sin dai primi anni ’90.

Al Giro del 2012 sparisce la maglia verde. La maglia che dal 1933 aveva contraddistinto il leader del GPM (Gran premio della montagna) non è più verde, cambia colore: diventa turchese / azzurra.
La scelta è stata fatta per richiamare i colori di uno dei main sponsor della manifestazione. Mai scelta fu più sbagliata! Produrre la maglia di un colore diverso ha significato recidere il filo della storia che legava "la maglia Verde del Giro" ai campioni che l'hanno indossata e che hanno fatto la storia di quella corsa. Al contempo si è resa la nuova maglia ancora più anonima.
Ci chiediamo, non sarebbe bastato avere nella maglia verde solo le maniche di colore turchese e magari una banda orizzontale per richiamare i colori dello sponsor ?
Stessa cosa si potrebbe dire della scomparsa della maglia ciclamino (2010) che è diventata Rossa ma almeno in questo caso il 'gap cromatico' è meno ardito che quello tra verde e turchese.